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di Giuseppe Rusconi, apparso sul Corriere del Ticino di lunedì 7 maggio 2012:

Ventisei nuove guardie svizzere hanno giurato ieri mattina di servire “fedelmente, lealmente e onorevolmente “ il Papa, “sacrificando, ove occorra, anche la vita per la sua difesa”.  La cerimonia, che si ripete ogni anno il 6 maggio in ricordo dei 147 commilitoni caduti per difendere Clemente VII durante il ‘Sacco di Roma’ del 1527, si è svolta quest’anno nell’Aula Nervi a causa del tempo piovoso. Tra i sei giovani di origine ticinese due – nati e cresciuti Oltralpe – hanno giurato in lingua tedesca. La cerimonia è stata preceduta da una messa mattutina dal forte sapore identitario, celebrata dal Segretario di Stato cardinale Bertone nella Basilica di San Pietro.

Ogni sei maggio, oltrepassato il colonnato berniniano, ci si immerge per qualche ora in un’ altra dimensione di vita. Stavolta più di sempre. Ci si lascia alle spalle quel che passa drammaticamente la quotidianità, con il suo calvario di esasperazioni e di disperazione, anche nella tradizionalmente scettica Roma. Chi ieri mattina era alla messa in San Pietro si è ritrovato a confrontarsi con i tempi lenti ritmati dai tamburi, con le uniformi e la bandiera dai colori antichi, con le melodie solenni e nel contempo sobrie di coristi lucernesi, soprattutto con parole come “fedeltà, onore, sacrificio” considerate oggi dalla cultura dominante poco meno di relitti del passato. Ha rivissuto, chi c’è stato, una Svizzera forse in realtà mai esistita eppure sempre sognata, quella dell’armonia tra le lingue e della sintonia tra i cuori, legati fondamentalmente dalla comune appartenenza elvetica e cattolica.

Non sono marziani i giovani che hanno giurato. Han fatto i loro studi, alcuni hanno imparato una professione. E, a un certo momento, hanno maturato la decisione di scendere nella Città Eterna per servire Pietro e i suoi successori. Come Gabriele Paris, già coinvolto emotivamente a sedici anni nel Giuramente del 2005 e conscio della “fortuna di essere svizzero”, perché ciò “consente di servire il Papa in un corpo unico al mondo”. Ancora Paris è consapevole della scelta di approfondire la propria fede cattolica andando alle sue sorgenti, in una città dalla storia millenaria. Entrato in servizio il giorno di Ognissanti del 2011, in questi primi mesi non è stato deluso dalla scelta fatta: “Le mie speranze hanno trovato conferma in questa che per me, come per gli altri, è una vera e propria scuola di vita”. Oltre a Paris, hanno giurato in italiano altri tre ticinesi: Tommaso Perugini, Matthias Zanazzi, Daniele Grandi. Un momento di alta emotività nell’Aula Nervi, con molti parenti e accompagnatori che non hanno potuto trattenere le lacrime. Due ticinesi d’origine hanno invece giurato in tedesco: con molta sofferenza identitaria per Alvaro Masina di Caslano (nato e cresciuto ad Arlesheim/BL), minore per Rico Casanova, attinente di Chiasso ma di quarta generazione Oltralpe.

Giuramento Guardia Svizzera 6.5.2012