Il popolo svizzero ha detto no, bocciando le iniziative «Stop alla sovrappopolazione» (iniziativa Ecopop), per l’abolizione dei forfait fiscali e quella sull’oro.
Il segnale emerso da queste consultazioni è che sicuramente la maggioranza di svizzeri desidera un controllo dell’immigrazione, ma si oppone a condizioni che non tengano conto dei bisogni dell’economia rifiutando quindi quei caratteri estremi di progetti che potrebbero minacciare le condizioni quadro dell’economia svizzera nei prossimi anni.
La politica migratoria della Svizzera dovrà riflettere su questo importante segnale con la messa in atto dell’iniziativa votata il 9 febbraio sia sul piano interno sia nell’ambito delle difficili trattative con l’UE.
Di pari passo i forfait fiscali non saranno soppressi, é stata rifiutata dall’elettorato l’abolizione delle agevolazioni fiscali di cui beneficiano attualmente gli stranieri facoltosi residenti nei diversi cantoni. Il cantone di Ginevra ha pure respinto il controprogetto volto ad aumentare da 400’000 a 600’000 franchi la soglia minima della spesa annua presa in conto per la tassazione forfettaria.
Dodici Cantoni hanno offerto nuovamente la possibilità di votare elettronicamente.
I Cantoni di Ginevra e Neuchâtel, oltre agli Svizzeri residenti all’estero iscritti nei loro cataloghi elettorali hanno offerto la possibilità di votare elettronicamente anche ad aventi diritto di voto svizzeri residenti nei loro Cantoni. Negli altri Cantoni (Berna, Lucerna, Friburgo, Soletta, Basilea Città, Sciaffusa, San Gallo, Grigioni, Argovia e Turgovia) hanno potuto votare elettronicamente solo gli Svizzeri residenti all’estero.
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Grigioni: accolta la riforma territoriale
Il canton Grigioni ha detto “sì” con il 63% dei voti alla legge d’applicazione sull’organizzazione delle nuove regioni. Dal 2016, 11 regioni sostituiranno gli attuali 11 distretti, i 39 circoli e le 14 corporazioni regionali.
La creazione delle 11 regioni era già stata di fatto avallata alle urne dai grigionesi attraverso una revisione parziale della Costituzione cantonale, approvata nel settembre 2012 dal 77% dei votanti.
La legge oggi approvata definisce l’appartenenza dei comuni alle singole regioni e prevede la conferenza dei sindaci quale organo decisionale. Ogni sindaco avrà un diritto di voto rapportato in base al numero di abitanti del suo comune.
I referendisti consideravano questo tipo di organizzazione una misura centralistica e chiedevano che le regioni potessero organizzarsi in modo più autonomo, mantenendo dei parlamenti regionali. Per gli oppositori, concentrare tutto nelle mani dei sindaci rappresenterebbe inoltre una pressione mascherata per imporre nuove fusioni di comuni.
La riforma territoriale procederà in effetti parallelamente alle aggregazioni comunali. Il cantone contava ancora 212 comuni nel 1998: il loro numero scenderà a 125 all’inizio del 2015 e altri progetti aggregativi sono attualmente in corso.
Le nuove regioni saranno enti di diritto pubblico senza potere legislativo e rappresenteranno l’unico livello intermedio fra il Cantone e i comuni. Si occuperanno di tutti i compiti amministrativi sovracomunali – ad esempio nel campo della pianificazione, delle esecuzioni e dei fallimenti, dei servizi sociali o dello smaltimento dei rifiuti – ed opereranno attraverso contratti di prestazione. I 39 circoli manterranno unicamente la funzione di circondari per l’elezione del Gran Consiglio.
La suddivisione dei comuni ricalca quelle degli attuali distretti: la regione Viamala avrà il maggior numero di comuni (29), la regione Plessur attorno a Coira sarà con 41’296 abitanti la più popolata e quella di Surselva avrà la più grande superficie. La nuova regione della Moesa conterà 14 comuni e quasi 19’000 abitanti.