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Relazioni italo-svizzere a Ginevra: pizzaioli contro banchieri, quando gli stereotipi sono duri a morire
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La storia dell’immigrazione italiana in Svizzera risale all’inizio del 19esimo secolo, quando decine di migliaia di italiani vennero a lavorare per la nuova rete ferroviaria. Le emigrazioni italiane verso la Svizzera continuarono abbondantemente fino al 1975, interessando in modo particolare i cantoni di lingua tedesca.
Secondo l’ultima inchiesta (dicembre 2013) dell’ufficio federale della statistica, il tasso di immigranti italiani in Svizzera rappresenta il 15.4% della popolazione straniera. Gli italiani figurano quindi al primo posto della classifica riguardante la popolazione straniera, seguiti dai tedeschi con 15.1%.
E come vedono la Svizzera i giovani immigranti italiani? Si sentono integrati? E come sono visti dagli svizzeri?
Le aule del corso di relazioni internazionali da me frequentato a Ginevra accolgono molte storie. Per iniziare, raccogliamo le impressioni di Chiara da Bergamo e Laura da Roma. Entrambe studentesse, si sono trasferite in Svizzera per proseguire gli studi universitari, presso la facoltà di relazioni internazionali. Pregiudizi? Idee sbagliate? Verità? Come volete! Ma attenzione, nessuno si offenda! Le interviste sono state trascritte fedelmente.

1) Quale aspetto la colpisce di più della Svizzera?
Chiara: “Sono ordinati ed hanno un forte senso civico.”
Laura: “Ciò che mi colpisce di più è la sua organizzazione (possibile ovviamente anche per la dimensione del Paese) che permette ai cittadini di vivere in serenità.”

2) Enunci quattro caratteristiche per descrivere gli svizzeri/ginevrini (due connotazioni positive, due connotazioni critiche).
Chiara: “C’è una leggera freddezza nelle relazioni interpersonali.”
Laura: “Caratteristiche positive: educati, gentili… Caratteristiche negative: chiusi, timidi.”

3) Si ritiene che in Svizzera la vita costi più che in Italia: rinuncia veramente a tante cose (uscite/shopping/cibo/trasporti)?
Chiara: “Noto una limitazione nelle uscite.”
Laura: “Purtroppo sì, in parte perché sono studentessa, ma la Svizzera resta comunque un paese caro agli occhi degli italiani. Basta pensare che un caffè in Italia lo si paga 0,80 cent mentre qui costa come minimo 2,50 franchi!”

4) Amicizie e integrazione: ha l’impressione di fare parte della comunità o si sente straniero/a? Frequenta più svizzeri o più italiani?
Chiara: “Mi sento integrata e ho amicizie ponderate tra Svizzeri, Italiani e altre nazionalità.”
Laura: “Essendo a Ginevra da meno di un anno, non vorrei affrettare delle conclusioni sbagliate. Posso certamente dire però che ci sono momenti, anzi situazioni in cui ti senti straniero, ma credo che con il tempo questo sentimento possa pian piano indebolirsi.
Per il momento frequento persone di varie nazionalità (svizzeri, francesi, italiani, spagnoli ecc.) e francamente non saprei dire se ci sono più svizzeri o francesi nel mio gruppo di amici!”

5) Giovani e Università: Su una scala da 0 a 10, quanto ha trovato difficile il salto da un sistema scolastico italiano a quello svizzero?
Chiara: “8.”
Laura: “A Roma ho frequentato la Scuola Svizzera quindi il sistema è rimasto lo stesso e non posso fare un paragone.”
6) Come descriverebbe il tipico cittadino svizzero (aspetto fisico, nome, professione)?
Chiara: “Lo descriverei: composto, professionale, disponibile e con una buona conoscenza di almeno due lingue.”
Laura: “Se dovessi parlare di un uomo: una persona che lavora in banca, con la carnagione chiara e i capelli castani, di statura media (gli svizzeri non sono molto alti!).”

E’ adesso la volta di Alexander. B e Sophia. E, entrambi di Ginevra e anche loro studenti di relazioni internazionali.

1) Vede come « straniero » uno studente o una famiglia italiana che vive qui in Svizzera oppure trova che sia banale e normale? Perché Alexander: “Abbastanza banale, perché la Svizzera è un paese confinante con l’Italia e l’italiano è una delle lingue nazionali della Svizzera.”
Sophia: “Normale, banale perché ci sono tantissimi stranieri qui a Ginevra (tra cui me).”

2) Conosce tanti italiani tra i suoi amici ? Su venti, quanti ce ne sono?
Alexander: “Sì tanti, circa due su venti.”
Sophia: “Ho avuto la fortuna di conoscere tanti italiani, ma non troppi tra i miei amici.”

3) Per ciò che riguarda i giovani italiani, ce ne sono tanti all’università?
Alexander: “Ne conosco solo una, ma ce ne sono tanti anche nei corridoi.”
Sophia: “Sì ne conosco bene due, più altri, il “gruppo degli italiani”.”

4) Può caratterizzare gli italiani con quattro aggettivi (due negativi e due positivi)?
Alexander: “Caratteristiche dei ragazzi: Positive: carismatici, sorridenti e aperti/scherzosi. Negative: fanno gli spacconi e sono molto orgogliosi.
Caratteristiche delle ragazze: Positive « bella » e cucinano bene. Negative: parlano veloce e sono orgogliose.”
Sophia: “Caratteristiche negative: direi che alcuni sono troppo orgogliosi, a parte questo non saprei dire… Caratteristiche positive: amichevoli e sorridenti.”

5) Come si immagina lo stereotipo italiano (mestiere, aspetto fisico, nome?)
Alexander: “O banchiere con i capelli all’indietro e si chiama Mario. O cuoco (pizzaiolo) con i capelli all’indietro e si chiama Mario.”
Sophia: “Mestiere: Cameriere o pizzaiolo (o qualcosa a che fare con il cibo). Aspetto fisico: abbronzato, occhi marroni. Nome: Francesco/Francesca.”

6) Considera la nazionalità italiana piuttosto ben vista o no, qui in Svizzera?
Alexander: “La nazionalità italiana è vista come le altre in un paese internazionale, ma sono sicuramente visti meglio di tanti altri stranieri.”
Sophia: “Normale, la nazionalità italiana non è vista né bene né male, però se dovessi scegliere direi che è vista abbastanza bene.”

Come possiamo vedere, in generale, gli italiani sono recepiti dai nostri amici svizzeri in maniera favorevole e con un approccio che denota l’apertura all’internazionalità, molto spiccata specialmente qui a Ginevra. Se volessimo cercare il “pelo nell’uovo”, si potrebbe rimarcare una minima tendenza a degli stereotipi che non passano mai di moda. Concludiamo allora con una metafora, parlando di quella coppia “mista”, lei svizzera, lui italiano. Conversano piacevolmente a tavola ingurgitando pizza margherita, bevendo Rivella, progettando di distribuire liste di correntisti internazionali, che hanno il loro conto presso la filiale di una nota banca svizzera.

Flaminia Manghina
unionegiovanisvizzeri@gmail.com