Sono passate oltre tre settimane dal terremoto che il 24 agosto ha devastato l’Italia centrale.
Dalla cura dei traumi dei primi momenti, oggi si è alla fase due dell’intervento di soccorso per la calamità.
Il lavoro di assistenza alle popolazioni colpite è sempre molto intenso ma sta cambiando: si valutano le conseguenze sulla psiche nel lungo periodo, di chi sta elaborando lo stress della catastrofe naturale che dei lutti subiti.
Lo stress, caratterizzato dalle enormi tensioni che ancora devono essere assorbite e dal disorientamento inevitabile in queste situazioni, coinvolge tutte le fasce di età, con tutti i problemi psicologici che ogni fase della vita comporta in modo peculiare di fronte a queste tragedie.
Gruppi di lavoro ed ambulatori sono presenti sul territorio con un approccio che manifesti la presenza alle persone senza che questa sia invadente: nel rispetto della quotidianità delle persone che deve essere mantenuta intatta, per quanto possibile.
Non deve essere inoltre sottovalutato Il carico di stress raggiunto dai soccorritori. Il lavoro di recupero dei corpi e il dover assistere alle reazioni dei parenti delle vittime potrebbe incrinare anche le personalità più dure e preparate.
Lo studio sulle reazioni del soccorso nelle regolari attività di incontri di ‘debriefing’ che permettono di scaricare la tensione accumulata, è necessario per migliorare le qualità degli interventi futuri.
Una ulteriore analisi riguarda l’assistenza di medicina generale. La valutazione di un punto di riferimento in grado di erogare le cure primarie rapportato al periodo precedente la catastrofe e che non abbia solo un effetto transitorio.
In quest’ottica si colloca l’impegno del nostro Circolo e le riflessioni che stiamo conducendo nel nostro gruppo di lavoro sulla piattaforma online https://www.svizzeri.ch/virtualcampus/