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Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica (UST), presentati nel rapporto «She Figures 2018» della Commissione europea che indaga la posizione delle donne nel contesto scientifico 2018: la ricerca, malgrado i continui miglioramenti, rimane un settore a maggioranza maschile sia in Svizzera che in Europa.

Da diversi anni in Svizzera è stata raggiunta la parità per quanto concerne l’accesso alle scuole universitarie; tuttavia, dopo aver conseguito il diploma le donne hanno difficoltà ad accedere alle funzioni chiave nella ricerca. In effetti, la quota femminile diminuisce man mano che si sale nella gerarchia della carriera scientifica. Questo fenomeno è chiamato, in modo metaforico, «tubo che perde (leaky pipeline)»; questa espressione sottolinea la minore presenza femminile mano a mano che si sale nella gerarchia della carriera scientifica, dall’ammissione a una scuola universitaria fino alla funzione di ricercatore più elevata nelle scuole universitarie.

Nel percorso accademico le differenze si riscontrano sin dalla tappa del dottorato e a ogni livello gerarchico successivo la percentuale di donne tra il personale accademico diminuisce, arrivando al 41% per il corpo intermedio inferiore e al 23% per il livello più elevato della carriera accademica (UE: risp. 46 e 24%).

La ripartizione diseguale degli uomini e delle donne a seconda del settore economico e di studio rafforza ulteriormente le disparità di genere ai diversi livelli della carriera scientifica. Queste «scelte» influiscono poi sulla percentuale di donne presenti lungo l’intera carriera scientifica.

In Svizzera, come in Europa, la proporzione di ricercatrici varia anche a seconda del settore economico e le donne che occupano posti strategici sono sempre meno degli uomini.
Osservando l’andamento più a lungo termine emerge che gli scarti tra gli uomini e le donne tendono a diminuire, ma a un ritmo relativamente lento: sarà necessario ancora molto tempo prima di poter osservare una parità di genere in questi settori.

Il rapporto «She Figures 2018» della Commissione europea presenta anche statistiche sulle risorse umane in scienza e tecnologia, sulle condizioni di lavoro delle donne in ambito scientifico, e indicatori sull’output della ricerca e dell’innovazione (articoli scientifici e brevetti) per sesso. Si tratta di una pubblicazione europea che esce a cadenza triennale sin dal 2003.

Photo: Pixabay.com