Comunicati i risultati dello studio «Sicurezza 2019» condotto dall’Accademia militare (ACMIL) presso il Politecnico federale di Zurigo e dal Center for Security Studies dello stesso Politecnico. Da questi emerge che cittadine e cittadini svizzeri giudicano la situazione politica mondiale in modo nettamente più pessimistico rispetto al 2018 mentre il futuro della Svizzera continua ad essere giudicato con ottimismo.
Complessivamente il 73% degli intervistati giudica in maniera pessimistica gli sviluppi della situazione politica mondiale. Nel quadro dello studio, per la prima volta sono stati rilevati anche i motivi per un tale giudizio. Le cittadine e i cittadini svizzeri indicano in primo luogo la politica egemonica delle grandi potenze USA, Cina e Russia come motivo di pessimismo. Questi Stati vengono inoltre anche considerati poco affidabili.
Malgrado ciò il 57% delle cittadine e dei cittadini svizzeri è dell’opinione che gli USA siano un partner commerciale affidabile per la Svizzera anche, nella stessa percentuale, sono convinti che l’attuale politica statunitense danneggi l’economia svizzera.
Gli intervistati spesso non hanno fiducia nei dirigenti politici di altri Stati e si lamentano del fatto che questi si occuperebbero solo dei propri interessi e non di quelli della loro popolazione. Quale terzo tra i motivi principali della valutazione pessimistica viene indicata la diffusione del nazionalismo e del populismo di destra.
Al contrario, per quanto riguarda la Svizzera, con l’86% l’ottimismo nel futuro tra gli intervistati si mantiene a livello elevato: come motivo indicano in primo luogo la buona situazione economica e il sistema politico della Svizzera.
Anche nel 2019 la neutralità gode di un sostegno molto elevato presso l’elettorato svizzero. Viene appoggiata dal 96% (+1 punto percentuale rispetto al 2018) degli intervistati. Inoltre l’86% (+1 pp) è dell’opinione che la neutralità sia «indissolubilmente collegata all’idea svizzera di Stato». Un’adesione all’UE è sostenuta solo dal 15% (-1 pp) delle persone interpellate mentre riscuote un elevato consenso una più stretta collaborazione economica con l’UE (senza alcuna adesione).
Un’adesione alla NATO è sostenuta solo dal 18% degli intervistati e l’elettorato svizzero giudica l’esercito della Confederazione complessivamente in maniera positiva. Inoltre la popolazione svizzera considera importante che i militari abbiano le stesse opportunità nell’esercito, indipendentemente dal loro sesso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro religione e dalla loro lingua nazionale.
La serie di studi «Sicurezza» viene svolta regolarmente dal 1991. L’istituto di ricerca LINK ha rilevato i dati per lo studio «Sicurezza 2019» tra il 7 e il 26 gennaio 2019. A tale scopo sono stati intervistati telefonicamente 1213 cittadine e cittadini svizzeri della Svizzera tedesca, della Svizzera romanda e del Ticino. (Fonte: vbs.admin.ch)
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