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Costumi e carattere degli italiani – quinta parte

Lettera di Corinne a Lord Nelvil – seconda parte

Sicuramente in Italia c’è molta corruzione e la civiltà è molto meno raffinata che in altri paesi. Potremmo quasi trovare qualcosa di selvaggio in queste persone, nonostante la finezza del loro spirito; (..) i popoli indolenti sono facilmente astuti: hanno un’abitudine alla dolcezza che serve loro a mascherare, quando necessario, anche la loro collera. (..)

Gli italiani hanno sincerità, fedeltà nelle loro relazioni private. Ambizione e interesse esercitano su di loro una grande influenza ma non l’orgoglio o la vanità; le distinzioni di rango fanno ben poca impressione. (…) Quella stessa verità che la causa dello scandalo di cui vi lamentate; le donne, non nascondono i loro sentimenti e portano, per così dire, una sorta di innocenza nella galanteria; né temono il ridicolo, soprattutto quello della società. Alcune di esse sono così ignoranti da non saper scrivere e lo confessano pubblicamente (…). Ma invece, tra coloro che sono istruiti, vedrete alcuni che sono professori nelle accademie che danno lezioni pubblicamente. (…)

Infine, milord, devo cercare di svelare perché gli uomini mostrino così poco spirito militaresco? Espongono la loro vita all’amore e all’odio con grande facilità, e i colpi di pugnale dati e ricevuti a causa di ciò non sorprendono né intimidiscono nessuno; non temono la morte quando le loro passioni naturali gli ordinano di sfidarla, ma spesso, bisogna ammetterlo, amano la vita più degli interessi politici che difficilmente li toccano perché non hanno amor patrio. (…) E’ abbastanza semplice: in una tale disorganizzazione di tutti i poteri pubblici, le donne guadagnano molto ascendente sugli uomini e forse ne hanno troppo per rispettarli e ammirarli. Tuttavia, il loro comportamento nei loro confronti è pieno di delicatezza e devozione.

Le virtù domestiche sono la gloria e la fortuna delle donne in Inghilterra, ma se ci sono Paesi dove l’amore sopravvive al di fuori dei sacri vincoli del matrimonio, tra questi Paesi, quello dove la felicità della donna è più tutelata è l’Italia. Gli  uomini hanno creato una morale per le azioni fuori dalla morale ma almeno sono stati giusti e generosi nel dividere i compiti; si consideravano più colpevoli delle donne quando rompevano i vincoli d’amore, perché le donne avevano fatto più sacrifici e avevano perso di più; pensavano che, nel tribunale del cuore, i più colpevoli sono coloro che fanno più male (…). Questa buona indole è tale, in tutto ciò che ha a che fare con la vanità, che sebbene questo paese sia quello di cui gli stranieri hanno detto le cose più brutte, non c’è luogo dove incontrano un’accoglienza tanto benevola. Gli italiani vengono criticati per la loro eccessiva propensione all’adulazione, me bisogna anche ammettere che il più delle volte non è per calcolo, ma solo per desiderio di piacere, che prodigano le loro espressioni dolci, ispirate da vera gentilezza, queste espressioni non sono smentite dalla condotta quotidiana. (…)

Gli italiani hanno una pigrizia orientale nel loro stile di vita ma non ci sono uomini più perseveranti e attivi quando le loro passioni sono sollecitate. Quelle stesse donne che vedi indolenti come le odalische del serraglio sono capaci, ad un tratto, delle azioni più devote. Ci sono misteri nel carattere e nella fantasia degli italiani e vi si incontrano di volta in volta tratti inaspettati di generosità e di amicizia oppure prove oscure e formidabili di odio e di vendetta. Non c’è emulazione per niente, la vita non è che un sonno carico di sogni, sotto un bel cielo, ma date a questi uomini un obiettivo e li vedrete imparare e capire tutto in sei mesi.

E’ lo stesso con le donne, perché dovrebbero imparare, dal momento che la maggior parte degli uomini non le capirebbero? Esse isolerebbero il loro cuore coltivando il loro spirito; ma queste stesse donne diverrebbero rapidamente degne di un uomo superiore se quest’uomo fosse l’oggetto delle loro tenerezza. Qui tutto dorme ma in un paese dove i grandi interessi sono assopiti, il riposo e la spensieratezza sono più nobili della vana agitazione per le piccole cose.

Le lettere stesse languiscono dove i pensieri non vengono rinnovati dall’azione forte e varia della vita. Ma in quale paese si è avuta più ammirazione per la letteratura e le belle arti? (…)

Un’idea di sentimento, un’espressione felice, si accende, per così dire , tra gli ascoltatori. Il talento, per il fatto stesso che qui occupa il primo posto, suscita molta invidia.

Questa gelosia può odiare, proscrivere, uccidere; e tuttavia, sempre mescolata ala fanatismo dell’ammirazione, eccita ancora il genio mentre lo perseguita. Infine quando vediamo tanta vita in un cerchio così ristretto, in mezzo a tanti ostacoli e avvertimenti di ogni genere, non possiamo fare a meno, mi sembra, di interessarci vivamente a questo popolo che respira con avidità quel poco d’aria che l’immaginazione lascia penetrare attraverso i confini che lo racchiudono.

Questi limiti sono tali, non lo nego, che ormai raramente gli uomini acquistano in Italia questa dignità, questo orgoglio che contraddistinguono le nazioni libere e con una forte indole militaresca.

Ammetterò anche, se lo desiderate, milord, che il carattere di queste nazioni potrebbe ispirare alle donne più entusiasmo e amore. Ma non sarebbe anche possibile che un uomo intrepido, nobile e severo riunisca tutte le qualità che fanno innamorare, senza possedere quelle che promettono la felicità?

Fine

liberamente tradotto da MdP