Il prossimo 25 settembre 2016 le cittadine e i cittadini elvetici sono chiamati ad esprimere il proprio voto sui seguenti argomenti
Iniziativa popolare del 6 settembre 2012 «Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)» (FF 2015 7901) che mira a creare per mezzo di un nuovo articolo 94a nella Costituzione federale, un’economia sostenibile ed efficiente che non ne pregiudichi il loro potenziale, pianificando l’uso delle stesse risorse naturali con l’adozione di cicli dei materiali chiusi. Con tale accortezza, secondo il Comitato promotore, sarà possibile che le attività economiche non pregiudichino il potenziale di risorse naturali. Nella disposizione transitoria l’iniziativa chiede per il 2050 la realizzazione dell’obiettivo di lungo termine di un’«impronta ecologica», che calcolata sulla popolazione mondiale non superi in consumi le risorse di un pianeta Terra.
Iniziativa popolare del 17 dicembre 2013 «AVSplus: per un’AVS forte» (FF 2015 7897) promossa dall’Unione sindacale svizzera (USS) che propone di aumentare le rendite di vecchiaia dell’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS) mediante un supplemento del 10 per cento. L’iniziativa avrebbe ripercussioni positive per gran parte dei beneficiari di rendite AVS che, in caso di accettazione, percepirebbero prestazioni più elevate dall’AVS e quindi la loro situazione finanziaria migliorerebbe. Le ripercussioni negative sono sul piano del finanziamento: in caso di accettazione dell’iniziativa le uscite dell’AVS aumenterebbero di circa 4,1 miliardi di franchi l’anno al momento dell’entrata in vigore nel 2018 e l’incremento raggiungerebbe addirittura i 5,5 miliardi entro il 2030. Con il sistema attuale, il deficit di ripartizione previsto per l’AVS raggiungerebbe gli 8,3 miliardi di franchi l’anno entro il 2030. Per far fronte alle spese supplementari occorrerebbe quindi apportare adeguamenti al sistema di finanziamento dell’assicurazione.
Legge federale del 25 settembre 2015 sulle attività informative (LAIn) (FF 2015 5925). Il comitato promotore del referendum contro la emanazione della legge federale del 25 settembre 2015 sulle attività informative ritiene che la nuova legge vuole espandere massicciamente le competenze del servizio informativo svizzero. Con questo strumento il servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) acquisisce informazioni, le analizza, le valuta e diffonde i risultati allo scopo di mettere a disposizione dei decisori di ogni livello le informazioni di cui hanno bisogno per poter adempiere il loro compito di condotta in modo tempestivo e adeguato alla situazione. Il Comitato promotore ritiene che il servizio avrà la possibilità di infiltrarsi nella sfera privata dei cittadini senza bisogno di un sospetto e sorvegliare così la loro vita e la loro comunicazione. Si verrebbe così a creare un servizio informativo che si espande da un ente di difesa ad un apparato offensivo di polizia, al di fuori dello Stato di diritto, determinando la fine della sfera privata.
Situazione iniziale (dal Messaggio, 12.022, concernente la legge sulle attività informative del 19 febbraio 2014): “contemporaneamente all’approvazione della legge federale del 3 ottobre 2008 sul servizio informazioni civile (LSIC), il Consiglio federale ha deciso, in una prima fase, di trasferire al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), con effetto dal 1° gennaio 2009, le componenti del Servizio di analisi e prevenzione (SAP) che si occupavano di compiti informativi. In una seconda fase ha riunito il Servizio informazioni strategico (SIS) e il Servizio di analisi e prevenzione (SAP) nel SIC. Quale terza fase, il Consiglio federale ha infine incaricato il DDPS di elaborare entro la fine del 2013 un messaggio per una nuova legge unitaria sul servizio informazioni (decisione del Consiglio federale del 27 novembre 2009).
Secondo la volontà del Consiglio federale la nuova legge istituisce una base legale per i compiti, i diritti, gli obblighi e i sistemi d’informazione del servizio informazioni civile. Il disegno di legge non rappresenta un ulteriore sviluppo delle basi legali vigenti, bensì costituisce un nuovo disciplinamento che tiene conto per quanto possibile delle preoccupazioni e delle riserve nei confronti delle attività attuali dei servizi informazioni svizzeri (in particolare per quanto riguarda la raccolta di dati personali) e prende meglio in considerazione i mutamenti sul fronte dei rischi e delle minacce”.