Nella sua seduta del 10 ottobre 2018 il Consiglio federale ha approvato un emendamento al Protocollo di Montreal, il cosiddetto emendamento di Kigali. Con la ratifica del Protocollo modificato, la Svizzera si impegna ad adottare ulteriori misure di protezione del clima disciplinando altri 18 idrofluorocarburi parzialmente alogenati.
Il Protocollo di Montreal vieta a livello internazionale le sostanze più nocive che impoveriscono lo strato di ozono. Il Protocollo ha arrestato l’espansione del buco nello strato di ozono. Tuttavia, alcune sostanze sostitutive, gli idrofluorocarburi parzialmente alogenati (HFC), sono dei potenti gas serra con effetti migliaia di volte maggiori del CO2 e contribuiscono così al riscaldamento climatico.
Dopo la prova fornita negli anni Settanta del meccanismo di impoverimento dello strato di ozono indotto dai clorofluorocarburi (CFC) e l’osservazione di tale fenomeno negli anni Ottanta, due trattati internazionali “a favore della protezione dell’ozono stratosferico” sono stati firmati sotto l’egida del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).
Si tratta della Convenzione di Vienna (1985) e del Protocollo di Montreal (1987). Questi trattati sono nel frattempo stati ratificati da tutti i Paesi membri delle Nazioni Unite. L’attuazione dei due trattati ha consentito tra il 1986 e i 2016 di ridurre di oltre il 98% la produzione e il consumo delle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono.
Al termine di negoziati pluriennali, che la Svizzera ha sostenuto attivamente sin dall’inizio, le Parti contraenti hanno deciso nell’ottobre 2016 a Kigali (Ruanda), di ampliare il Protocollo di Montreal e di disciplinare anche determinati HFC.
I Paesi industrializzati saranno obbligati a ridurre gradualmente entro il 2036 il loro consumo di 18 HFC al 15 per cento del livello attuale. I Paesi in via di sviluppo ed emergenti devono raggiungere questo obiettivo entro il 2047. Il Protocollo di Montreal sostiene quindi anche la protezione del clima.
Il Consiglio federale ha approvato l’accordo il 10 ottobre 2018. La Svizzera intende ridurre il proprio consumo di HFC adattando periodicamente l’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim).
In occasione delle revisioni ordinarie, saranno limitati gli HFC nei nuovi impianti e apparecchi, per i quali allo stato attuale della tecnica già esistono delle alternative, per esempio determinati impianti di climatizzazione o pompe di calore industriali. Il consumo in Svizzera è regolato da un obbligo di autorizzazione per l’importazione e l’esportazione di HFC.